Rotte aeree: verso una “strada” più breve

dicembre 08 20:08 2016

Da giovedì otto dicembre gli aerei potranno seguire rotte aeree più brevi, riducendo tempi, carburante ed emissioni di CO2 grazie alla nuova direttiva sullerotte aeree.

Grazie alla liberalizzazione del traffico messa a punto da ENAV (Ente nazionale per l’assistenza al volo), ai velivoli con quote di crociera superiori agli 11 000 metri sarà permesso di seguire rotte aeree  lineari invece di seguire le normali “aerovie” (rotte aeree) delle mappe aeronautiche. Fino ad oggi gli aerei erano obbligati a seguire le “autostrade dei cieli”, le aerovie, ovvero percorsi dislocati attraverso i radiofari della penisola.

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L’Italia è prima tra i grandi paese dell’UE che ha liberalizzato le rotte aeree più alte, uniformandosi  con gli obbiettivi imposti dalla comunità europea, obiettivi che devono essere raggiunti entro il 2022.

Alle compagnie ora spetterà di segnalare nel piano di volo il punto d’ingresso e il punto d’uscita dallo spazio aereo italiano. Tra i due punti le compagnie potranno decidere di percorrere una traiettoria lineare risparmiando tempo e carburante. Le simulazioni del nuovo sistema, svolte da algoritmi di ENAV, hanno confermato le aspettative: le nuove rotte dei cieli permetteranno di ridurre l’inquinamento ambientale, oltre che a ridurre i costi da parte dei vettori aerei.

Ad esempio un volo da Palermo a Venezia sarà più corto di 20 km e durerà tre minuti in meno. Infatti l’aero, una volta raggiunto il livello di crociera, potrà far rotta diretta per la procedura di avvicinamento dell’aeroporto di Venezia.

Il guadagno maggiore sarà per gli aerei che attraverseranno lo spazio aereo italiano. Ad esempio i voli provenienti da nord-est diretti verso l’Africa ridurranno il viaggio fino a 34 km. In totale saranno 3500 dei seimila aeromobili che ogni giorno attraversano i cieli italiani.

Saranno comunque pochi i minuti di media risparmiati per ogni velivolo, ma se pensiamo che un aereo come un airbus A320 (utilizzato tratte a breve-medio raggio) consumi 20 chilogrammi di carburante, mentre un airbus A380 (il gigante dei cieli) arriva a bruciarne fino a 220. Moltiplicando questo piccolo risparmio per ogni volo si otterrà un notevole risparmio in tema di inquinamento e costi.

E meno carburante si mette a bordo più l’aeromobile si alleggerisce riducendo ulteriormente i consumi durante l’intero viaggio.

Credits (foto): LaRepubblica

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Michele Cangemi
Michele Cangemi

Studente al quarto anno presso l’istituto tecnico aeronautico Maxwell di Milano. Appassionato di volo, di vela, fotografia e di computer. Fondatore del portale di informazione e cultura aeronautica "Tuttosulvolo.it"

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