Storia dell’aviazione generale – Prima parte

giugno 06 13:13 2018

Prima di iniziare a parlare della Storia dell’Aviazione Generale facciamo un passo indietro e andiamo a ricercarne la definizione che l’ICAO fornisce nell’annesso 6 riguardo all’aviazione generale:

“L’aviazione generale è il settore dell’aviazione civile di cui fanno parte tutti i voli non militari condotti per scopi non commerciali e diversi dal lavoro aereo. Comprende quindi tutte le operazioni aeree che non prevedono il trasporto di passeggeri, merci o posta dietro remunerazione o affitto (cioè il trasporto aereo commerciale) e che non prevedono lo svolgimento di attività quali pubblicità aerea, costruzioni, fotografia aerea, pattugliamento, osservazioni aeree o controllo di infrastrutture, ricerca e soccorso (cioè il lavoro aereo)”

Il primo volo di un mezzo più pesante dell’aria

Da molti considerata la foto più famosa della storia dell’aviazione: il Flyer stacca i pattini da terra

Era il 17 Dicembre 1903 quando sulla spiaggia di Kitty Hawk, in North Carolina, il “Wright Flyer” volo per 12 secondi stabilendo il primato di un mezzo motorizzato più pesante dell’aria ad aver eseguito un volo controllato. Il Wright Flyer è considerato uno dei più importanti aeroplani dell’era pionieristica di inizio ‘900: progettato da Wilbur e Orville Wright, il Flyer fu il risultato di diversi anni di studi particolarmente indirizzati a migliorare gli aspetti aerodinamici e motoristici dei loro progetti. Iniziarono progettando e costruendo alianti, ma dopo essersi accorti che non bastava planare, decisero di trovare una soluzione per motorizzare i loro aeromobili. In quel periodo l’industria automobilistica non era in grado di fornire un motore con un buon rapporto peso-potenza, motivo per cui i fratelli Wright decisero di affidare la progettazione di un motore più efficiente a Charlie Taylor, compito che egli portò brillantemente a termine. Anche la progettazione delle eliche conobbe alcune difficoltà: i Wright non avevano a disposizione eliche aeronautiche adatte ad essere installate su un aeroplano. Per cui decisero di progettarle loro, superando notevoli difficoltà e risolvendo difficili problemi di matematica e fisica teorica. Nonostante ciò ottennero comunque ottimi risultati.

Il primo aeroplano a volare in Europa

Il “Santos-Dumont 14-bis”

Il Santos-Dumont 14-bis fu un biplano sperimentale progettato e costruito nei primi anni del ‘900 da Alberto Santos Dumont, in Francia.  Fu il primo aeroplano a volare in Europa e fu il primo velivolo dotato di un vero e proprio carrello d’atterraggio capace di decollare autonomamente; di conseguenza è considerato da alcuni il primo aereo vero e proprio ad aver mai volato.  Era un aeroplano monomotore monoposto con configurazione canard (gli stabilizzatori orizzontali erano posti a prua e anteriormente rispetto al C.G.), caratterizzato da un innovativo carrello d’atterraggio con due ruote principali posteriori e un pattino anteriore. Il posto di pilotaggio si trovava nella parte anteriore del velivolo in corrispondenza del bordo d’attacco dell’ala.

 

La traversata della manica di Blériot

Il Blériot XI era un monoplano monomotore progettato dal francese Raymond Saulnier, un aereo che rivoluzionò le regole della progettazione aeronautica. E’ infatti da notare come la disposizione delle superfici di controllo e del motore sia molto simile alla disposizione dei moderni aeroplani. Il Blériot era un aeroplano all’avanguardia per l’epoca: ali e motore erano montati anteriormente, mentre il timone di direzione e quello di profondità erano in coda; la fusoliera era costituita un’unica trave portante di legno parzialmente intelata, rinforzata con cavi e chiusa davanti a protezione del pilota. Era  equipaggiato con un innovativo carrello ammortizzato in modo e le semi-ali, per quanto sottili e deboli, erano sorrette da robusti cavi, per meglio sopportare i carichi di volo e di atterraggio. Le ali erano prive di alettoni (come spesso accadeva all’epoca) e il rollio era comandato dallo svergolamento delle estremità alari, azionato da un volantino che regolava anche il beccheggio. Il timone posteriore regolava invece l’imbardata con un sistema a pedale, brevettato dallo stesso Blériot e divenuto poi lo standard, ancora oggi in uso su tutti i modelli di aereo. Vi era montato un motore “Anzani” a tre cilindri da 25 cavalli, di un modello che era montato sulle motociclette, e azionava un’elica bipala in legno laminato.

La trasvolata della Manica

Con questo aereo Louis Blériot compì la trasvolata della manica decollando da Calais e atterrando in prossimità di Dover. Il volo durò 36 minuti durante i quali l’aeromobile viaggiò ad una velocità media di 64 km/h.  L’aereo decollò e si diresse verso nord, nella nebbia. Blériot volava senza bussola, orologi e cartine e, dopo 10 minuti di volo, cominciò ad intravedere la costa della Gran Bretagna. Fin da subito la trasvolata affermò il primato francese nel campo della nascente aviazione.

Successivamente nel 1912 vola il primo velivolo, biplano, dotato di cabina chiusa: “L’Avro G

Con l’avvento del primo conflitto mondiale si tende a sviluppare velivoli da impiego bellico. L’ evoluzione dell’aviazione generale riprenderà al termine della guerra.

La convenzione in materia di Navigazione aerea del 1919

Con la convenzione di Parigi del 1919 viene emanato il primo “Regolamento internazionale della navigazione aerea”. Tale regolamento istituì per la prima volta il principio della piena ed esclusiva sovranità dello Stato riguardante lo spazio atmosferico sovrastante il suo territorio; si stabili che ogni Nazione avesse il potere di regolare la circolazione aerea sul proprio territorio e di concedere o meno ad altri stati il diritto di utilizzare il proprio spazio aereo nelle rotte stabilite. Inoltre sancisce l’obbligo di immatricolare i velivoli ed istituisce la CINA (Commissione internazionale per la navigazione aerea) con lo scopo di aggiornare le norme di materia aeronautica.

Intanto negli Stati Uniti piloti acrobatici e trapezisti danno il via a delle attività di intrattenimento originali e apprezzate all’epoca che ben presto acquisiranno il nome di Branstormers. Attività come ad esempio partite di tennis sopra l’ala di un aereo in volo.

I “Branstormers”

Dal 1923 al 1926 in Gran Bretagna vengono sviluppati diversi velivoli, sia monoplani che biplani, leggeri destinati ad un pubblico privato e che non consumassero troppo carburante. 

Nello stesso periodo negli Stati Uniti la “Travel Air Corp” sviluppò un velivolo denominato “Travel Air Model A” dotato di un motore da 180 cavalli che permetteva di raggiungere la velocità, piuttosto elevata per l’epoca, di 135 kts (250 km/h).

Il Travel Air Model A

Nel 1926 viene sviluppato il biplano De Havilland D.H.60, un aereo dotato di un motore innovativo modello “Gipsy” che si diffuse sulla maggior parte di velivoli costruiti nel periodo tra i due conflitti mondiali.

 

Mentre nel 1926 in Italia viene costituito uno dei più antichi Aero Club, l’Aero Cub Milano,  presero luogo le “Guggenheim Safe Aircraft Competition” prendono piede delle vere e proprie gare di di capacità dei velivoli nelle quali essi si confrontavano in situazioni di volo a velocità molto basse oppure in decolli e atterraggi su campi corti. 

Nel 1927 Lindbergh compire la prima traversata in solitario e senza scalo a bordo del suo monoplano denominato “Spirit of Saint Louis“. Decollato nei pressi di New York, dopo 33 ore e 32 minuti giunge al campo volo di Le Bourget a Parigi. Prima di lui già altri aviatori erano riusciti nell’impresa ma non in solitario. Il suo aereo era in grado di raggiungere la velocità di 188 km/h.

 

La strumentazione di bordo del NY-2 di Doolittle

 

 

 

Sempre nel 1927 il pilota americano Doolittle volò per la prima volta in maniera strumentale con la visuale esterna alla cabina oscurata. In un volo di appena 15 minuti compì diverse manovre in volo, a bordo del suo biplano NY-2 sul territorio di Garden City (Stato di New York). Una volta a terra gli venne riconosciuto il primato di aver volato dal decollo fino all’atterraggio per la prima volata affidandosi solamente agli strumenti di bordo

L’aeroplano pilotato da Doolittle

 

 

 

 

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Michele Cangemi
Michele Cangemi

Studente al quarto anno presso l’istituto tecnico aeronautico Maxwell di Milano. Appassionato di volo, di vela, fotografia e di computer. Fondatore del portale di informazione e cultura aeronautica "Tuttosulvolo.it"

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1 Comment

  1. Bruco
    giugno 12, 07:41 #1 Bruco

    Qualsiasi informazione inerente al volo mi interessa.

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